
LE RESIDENZE ARTISTICHE
LIGHT, AMBIENT AND ATMOSPHERE
1 - 7 febbraio 2026
A cura degli artisti Sandford&Gosti
La prima residenza riunisce artisti visivi, scultori, musicisti e performer provenienti da diversi contesti geografici e culturali, accomunati da una ricerca sulla luce come materia, esperienza e linguaggio.
La luce viene indagata come fenomeno fisico e poetico: scolpita nello spazio, rifratta nei materiali, tracciata nel tempo, ascoltata attraverso il suono e vissuta nel corpo e nei luoghi.
Le pratiche spaziano da installazioni site-specific e interventi architettonici a performance vocali all’alba, azioni comunitarie e dispositivi di osservazione del paesaggio.
La residenza diventa così un laboratorio condiviso in cui la luce rivela storie, memorie, identità e relazioni con l’ambiente, generando un dialogo dinamico tra arte, territorio e presenza umana.


PRISMA
24 febbraio - 1 marzo 2026
A cura di Giacomo Della Rocca di DROMO STUDIO
La residenza si concentra su una forma di scrittura osservativa e riflessiva, che parte dalla lettura del reale per poi aprirsi in direzioni diverse. L’idea è creare uno spazio di concentrazione e scambio tra i partecipanti, entrando in risonanza con le scansioni di tempo e di luce del luogo.
Durante la residenza ogni partecipante porta un progetto di soggetto e di sceneggiatura cinematografica in via di sviluppo o ancora da realizzare.
Nei giorni di permanenza si svolgono quotidianamente momenti di scrittura libera, pitch di confronto tra le storie, incontri e cineforum con il pubblico.
Nell’arco dell’ultima giornata un illustratore realizza bozzetti preparatori per ciascuna delle storie, che vengono utilizzati per comporre un pressbook di presentazione.
GEOGRAFIE DI VOLTI
26 febbraio - 1 marzo 2026
A cura di Sophie Persello e Christine Noël
dell’Associazione Tangram
La residenza si configura come un percorso di osservazione e di ascolto del paesaggio, della luce e delle relazioni umane che lo attraversano e lo abitano. In questo contesto, si promuove il coinvolgimento di artistə, creativə e fotografə, invitatə a “catturare” non solo il paesaggio e il borgo, ma anche le persone che lo vivono, instaurando con esse un dialogo autentico e partecipato.
Rivolgere uno sguardo consapevole sul territorio e su chi lo abita e tradurre l’esperienza vissuta in forme artistiche capaci di dialogare con lo spazio pubblico, lasciando una traccia visibile e una memoria condivisa del percorso svolto.
L’esito della residenza si concretizza in un’installazione collettiva.


GEOLOGIE DI LUCE
23 - 28 marzo 2026
a cura di Sophie Persello e Christine Noël
dell’Associazione Tangram
Residenza artistica che nasce in un contesto paesaggistico privilegiato, affacciato sulla Valle del Tevere, e si fonda sull’utilizzo dei linguaggi artistici come strumenti di lettura e rilettura del territorio. Il materiale privilegiato della residenza è l’argilla, intesa come materia primaria e naturale, capace di raccogliere e restituire le tracce del paesaggio, della luce e del tempo.
Attraverso un processo di osservazione consapevole del contesto naturale e urbano, gli artisti sono invitati a tradurre l’esperienza del luogo in piccoli manufatti e forme ceramiche.
La residenza si configura come un’azione collettiva di intervento artistico nello spazio pubblico: micro-opere e manufatti in argilla possono essere disseminati nel borgo oppure raggruppati in nuclei, ma sono sempre collocati all’esterno, in dialogo diretto con l’architettura, il paesaggio e la luce naturale.
RADIA
14 -17 aprile 2026
A cura di Lorenzo Brilli
La residenza esplora la luce e l’ombra come fenomeni temporali e spaziali che plasmano la percezione sonora, non come supporti visivi, ma come materia viva e trasformabile.
RADIA si concentra sulla Penumbra Drift — la deriva dei bordi d’ombra sulle superfici architettoniche del borgo e del Teatro della Concordia — come parametro site-specific sonoro, in grado di modulare durata, densità, spazializzazione e timbro.
Le micro-variazioni luminose diventano composizione invisibile: il suono emerge dalla luce e dall’ombra, orchestrato in maniera organica e adattiva agli spazi del borgo e del teatro, trasformando l’ambiente in un laboratorio di percezione sensoriale.


KOMOREBI
29 aprile -3 maggio 2026
A cura di Angelica Di Giacomo
La residenza è un territorio di attraversamento: luce che filtra, gocciola, si ritrae. La presenza si muove nello spazio tra apparizione e scomparsa, tra peso e sospensione, tra buio e rivelazione.
Il corpo diventa superficie sensibile, attraversata dalla luce come dal respiro. Gesto, ritmo e ascolto costruiscono un linguaggio fisico che risponde alle variazioni luminose. La ricerca indaga la relazione tra visibile e invisibile, tra ciò che sostiene e ciò che manca.
La residenza si configura come un atto performativo continuo, in cui luce e movimento si trasformano reciprocamente.
OLTRE
22 - 26 aprile 2026
A cura di Samuele Chiovoloni
La residenza si rivolge ad artisti delle arti performative interessati alla costruzione di esperienze di teatro site specific, in ascolto e dialogo con gli spazi urbani. Il processo muoverà da una ricognizione delle ambientazioni esterne e interne di Monte Castello di Vibio, operando una selezione di spazi e una seguente associazione fra i luoghi stessi con testi (e/o spunti) drammatici, di prosa e poesia, alterazioni di tempo e spazi.
L’obiettivo è di comporre, nei giorni della residenza, un mosaico performativo che sia possibile da vivere, in una restituzione informale, come un piano sequenza teatrale destinato a un piccolo gruppo.


SPAZIO VIVO
4 -7 maggio 2026
A cura dell'Accademia delle Belle Arti di Perugia
Questa residenza, curata dall’Accademia di Belle Arti di Perugia, è un percorso di ricerca e progettazione condivisa tra giovani artisti e il borgo di Monte Castello di Vibio.
Gli studenti sviluppano opere pensate per una permanenza nel tempo, in dialogo con lo spazio pubblico, la storia e il paesaggio.
Il legno, materiale vivo e sensibile, diventa mezzo di relazione tra gesto, luogo e comunità.
La residenza si configura come un’esperienza formativa immersiva e come un intervento capace di generare un impatto duraturo sul borgo, attivando nuove letture e forme di appartenenza.