"Light, Ambient and Atmosphere": al via la prima residenza artistica del progetto Art Academy
- 30 gen
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Dal 1 al 7 febbraio 2026 prende avvio Light, Ambient and Atmosphere, la prima redisenza artistica realizzata all'interno del progetto Art Academy, a cura degli artisti Sandford & Gosti che riunisce artisti visivi, scultori, musicisti e performer provenienti da differenti contesti geografici e background artistici.
Una settimana di ricerca condivisa che mette al centro la luce come materia, esperienza sensibile e linguaggio espressivo.
La residenza nasce come spazio di incontro e sperimentazione, dove pratiche e visioni eterogenee si intrecciano attorno a una domanda comune: in che modo la luce può essere pensata, abitata e trasformata?
Lontano dall’essere un semplice elemento funzionale o decorativo, la luce viene qui indagata nella sua duplice natura fisica e poetica. È luce scolpita nello spazio, rifratta nei materiali, tracciata nel tempo; è luce che si ascolta attraverso il suono e che si vive con il corpo, nei luoghi e nel paesaggio.
Durante i giorni di residenza, gli artisti daranno vita a pratiche che spaziano da installazioni site-specific e interventi architettonici a performance vocali all’alba, azioni comunitarie e dispositivi di osservazione del territorio. Ogni gesto artistico diventa un modo per interrogare l’atmosfera, intesa non solo come condizione ambientale ma come campo relazionale, emotivo e politico.
Light, Ambient and Atmosphere si configura così come un laboratorio aperto, un processo più che un risultato, in cui la luce agisce come rivelatore di storie, memorie e identità. Attraverso il dialogo tra le diverse discipline e sensibilità, emergono narrazioni intime e collettive che mettono in relazione la presenza umana con l’ambiente che la accoglie.
La cura di Sandford & Gosti accompagna e sostiene questo processo senza imporre una direzione univoca, favorendo invece un clima di ascolto, confronto e attraversamento reciproco delle pratiche. La residenza diventa un tempo sospeso, un’occasione per rallentare e osservare, per lasciare che la luce, nelle sue infinite declinazioni, generi connessioni inattese tra arte, territorio e comunità.



